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 Le Virtù delle Pietre

DIAMANTE
L’etimologia del suo nome, trova riferimento nella indomabilità della pietra e ciò perché gli antichi non conoscevano materia che fosse capace di intaccarlo e di lavorarlo.
Il diamante, conosciuto in Oriente in tempi assai remoti ( circa 3000 anni a. c. ). Mentre in Occidente si conobbe soltanto dopo le spedizioni di Alessandro Magno.
Presso alcuni popoli anticamente fu custodito quasi religiosamente dagli sposi e dagli amanti, poiché ad esso veniva attribuita la facoltà di accrescere e di rendere duraturo l’amore. Presso altri, il possesso del diamante fu ritenuto invece unico mezzo per scoprire l’eventuale infedeltà della donna.
Proprietà altrettanto fantastiche venivano attribuite alle sue polveri, ritenute velenosissime, tanto da uccidere, se ingerite in piccola quantità, un uomo di perfetta costituzione. Anche presso gli indiani trovava molto credito tale proprietà del diamante, a tal punto da ritenerlo il piu’ potente veleno, infallibile ed il meno doloroso. Nel XV secolo, questa credenza fu spiegata dal Biringuccio, naturalista e meccanico fiorentino, il quale ammette  che la polvere di diamante può portare alla morte, ma non come veleno, bensì per le corrosioni che essa produce allo stomaco.
Il diamante fu considerato, piu’ o meno in tutte le epoche, quale emblema di forza, potenza e vittoria. Pare però che tali proprietà si rivelino piu’ intense se la gemma è regalata anziché acquistata.

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TOPAZIO
Per i colori che il topazio presenta, giallo-aureo e azzurro, fu ritenuto simbolo della contemplazione e di animo costante, tranquillo e temperato a tutte le avversità. Molte furono le virtu’ attribuite al topazio e in primo luogo quella di valere a frenare le passioni, l’ira, la frenesia, la lussuria e la malinconia.
Tra le virtu’ medicinali che gli furono attribuite nell’antichità è generalmente riconosciuta quella che, portato a contatto della carne o in bocca, potesse perseverare dalla peste e che, strofinato sulle pustole degli appestati, li guarisse e cicatrizzasse. Di questa meravigliosa virtu’ attesta anche Raimondo Vinario che fu medico di Clemente VI nel suo libro De la peste; egli scrive che un anello del Sommo Pontefice, nel quale era legato un grosso topazio, toccava le piaghe ed i bubboni dei malati di peste e li sanava in tale maniera.


SMERALDO
Il verde è il colore della natura che si risveglia, della primavera, della vittoria sulla immobilità ghiacciata dell’inverno. Il verde è il segno della continuità della vita e della fertilità sul nostro pianeta ammantato di verde.
Nell’antichità il regno dei Faraoni fu il principale fornitore di smeraldi ed è probabile che tutte le pietre allora conosciute derivassero dalle miniere di Kosseir, nell’alto Egitto, quelle poi denominate di Cleopatra per l’impulso dato alle stesse  sotto tale regno. Si diceva che gli smeraldi si formavano in grotte d’oro, sorvegliate dagli artigli feroci di guardiani e che soltanto la relazione diretta con gli spiriti e le anime dei morti e dei suddetti misteriosi popoli dava loro il potere di impossessarsi della preziosa gemma.
Comunissima tra le tante virtu’ di questa pietra è quella per cui le donne prossime al parto, potevano accelerarlo legando uno smeraldo alle cosce, oppure ritardarlo ponendolo sul ventre.
Portato al dito lo smeraldo fu ritenuto apportatore di grande fortuna , però se disgraziatamente esce dall’anello comunica la morte a quanti si avvicina.
Lo smeraldo presso alcuni popoli venne ritenuto simbolo di castità e di verginità; a questo riguardo va riportata la favola ammessa da tutti gli antichi autori: secondo la quale lo smeraldo rifugge il congiungimento venereo e che in tale atto esso si spezzi se portato al dito dall’uomo o dalla donna.

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ACQUAMARINA
Gli antichi consideravano l’acquamarina quale rimedio per le malattie del fegato e nel Medio Evo si portavano collane ritenute di ottimo effetto contro il mal di denti. Di certo si può dire che fu ritenuta una pietra propiziatrice per i matrimoni felici, ottima quindi a mantenere e conciliare l’amore tra gli sposi. Inoltre, ridotta in polvere, si riteneva di giovamento alle piaghe degli occhi. Fu considerata simbolo di San Matteo ed espressione di misericordia e carità. L’acquamarina attraverso le sue sfumature di verde bluastro che ricorda l’acqua del mare, è degna delle sirene e delle ondine. Offrite a chi è preso dal dolore la bella gemma apporta la speranza nelle disgrazie.


RUBINO
Tra le molte virtu’ attribuite al rubino vi è quella di far cessare l’ebollizione dell’acqua, far acquistare signorie e domini al suo possessore, preservare i frutti dalle tempeste, calmare la collera e proteggere dalle seduzioni.
Cattivo presagio era considerato il mutamento di colore del rubino, ma l’apprensione spariva non appena il rubino riprendeva il suo primitivo colore. Il rubino era considerato la pietra degli Dei, degli Imperatori, dei Re, degli Eroi.
Infinite altre sono le leggende, le proprietà e le virtu’ attribuite dagli antichi al rubino.

PERLA
L’attrazione che le perle, meraviglioso prodotto della reazione di difesa di un organismo, esercitano sugli uomini, risale alla piu’ remota antichità.
Vennero usate come ornamento 2500 anni a.C. dai popoli orientali e particolarmente dagli asiatici.
Sono innumerevoli le leggende ispirate a questo delicato globulo opaco, dalle dolci iridescenze alle quali l’uomo in tutti i tempi ha dato grande valore subendone il fascino.
Gli antichi orientali spiegavano l’origine delle perle attraverso una delicata, magica interpretazione << quando la luna, regina del cielo notturno, spande sulla terra la sua dolce luce argentea, le ostriche perlifere lasciano il fondo del mare, salgono sulle fluttuanti onde, aprono le valve e si lasciano dolcemente dondolare impregnandosi così in un laccio di amore di rugiada notturna e puri raggi lunari da tale unione nascono le perle >>.
Anche alle perle venivano attribuite svariate virtu’ magiche medicamentose, erano particolarmente considerate contro l’ira e ottimo tonico per confortare il cuore.


QUARZO
Tra le oltre duemila specie di minerali conosciuti nessuna può essere paragonata al quarzo e per l’abbondanza delle sue varietà e per la sua presenza vicino all’uomo sino all’epoca dell’età della pietra, lo dimostrano infatti i numerosi rinvenimenti di selci che l’uomo di allora usava come materiale per vincere le ostilità di ambiente dal quale era circondato e persino procurarsi con esse il cibo attraverso la caccia.
A causa delle belle forme cristalline e dei bellissimi colori che il quarzo presenta nelle sue numerose varietà, parecchie di queste furono usate come gemme in tempi antichissimi.
Si può  senz’altro affermare che il quarzo è stato usato, come materiale da ornamento in tutte le epoche. Anticamente però le sue varietà erano confuse, per somiglianza di colorazioni, con gemme di altra natura mineralogica. Gli antichi romani, così come i greci, apprezzavano assai il quarzo in tutte le sue varietà.
Il cristallo di rocca era, inoltre, usato dai romani in medicina, come mezzo per bruciare le piaghe, esponendo una boccia di tale minerale ai raggi del sole.
Molte credenze sulle proprietà medicamentose di questo minerale si ebbero anche nel Medio Evo, tra queste molto credito trovava quella secondo cui, polverizzato e mescolato al miele, il cristallo di rocca costituiva un ottimo stimolatore del latte alle nutrici.


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GIADA
Un vero e proprio culto per le giade si è avuto e si ha tuttora presso i popoli dell’Oriente. Anticamente venne attribuita alle giade la virtu’ di guarire le malattie del rene. Particolarmente in Cina le giade sono apprezzate ed ancora oggi si attribuiscono a tale pietre le cinque virtu’: carità, modestia, coraggio, giustizia e saggezza.
Per i cinesi le giade in nome generico si chiamano: YU o YU- CHI, cioè ciò che di piu’ prezioso possa esistere al mondo. Essi ritengono la giadeite protettrice contro il fulmine e tale credenza è dovuta alla antica usanza di murare un pezzo di questo minerale nelle fondamenta delle case.


AMBRA
L’uso dell’ambra come gemma è antichissimo, vennero trovati oggetti d’ambra tra i manufatti dei popoli preistorici.
Era ritenuta simbolo di sapienza, virtu’ e grazia divina.
In Oriente ancora oggi si crede alla proprietà curativa dell’ambra. Il costume orientale successivamente portato anche in occidente di munire le pipe di un bocchino di ambra, pare sia dovuto appunto a queste credenze.
Ancora oggi ed in particolare modo in Cina, in Giappone, nell’Iran ed in Arabia, l’ambra è apprezzata come incenso e viene bruciata in onore degli Dei degli avi, così come nei banchetti ove, piu’ se ne brucia e piu’ questi riescono fastosi dando prova di magnificenza e ricchezza del padrone di casa.
Una leggenda mitologica narra come, della tragica morte di Fetonte figlio di Elios ( Dio del Sole ) quando volle guidare il carro del padre, le sorelle di Fetonte lo seppellirono nel Po e tanto si disperarono e piansero sino a che esse vennero mutate in pioppi e per volere degli Dei le loro lagrime, sempre colanti, divennero ambra.

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ZAFFIRO
Lo zaffiro era anche chiamato dagli antichi la gemma delle gemme o gemma sacra. Era ritenuta pietra di grande durezza e di straordinaria colorazione. Anche allo zaffiro si attribuivano virtu’ medicali come a quasi tutte le pietre preziose. Si pensava che lo zaffiro tenuto in bocca, preservava dalle morsicature degli scorpioni oppure guariva le piaghe intestinali.
Per altri era anche rimedio contro le infiammazioni, calmante dei desideri amorosi secondo altri, lo zaffiro era ritenuto utilissimo ai sacerdoti ed a tutti coloro che facevano voto di castità. Tra le altre proprietà medicinali a questa gemma vennero attribuite le virtu’ di guarire il mal di occhi, la dissenteria e di arrestare le emorragie.
Per il suo colore azzurro, lo zaffiro venne dagli antichi ritenuto simbolo di magnanimità, di bontà d’animo, di fedeltà e ancora piu’ anticamente quale simbolo di comando e sommo sacerdozio; infatti il Gran Sacerdote Egiziano che doveva distinguersi soprattutto per il suo amore alla giustizia ed alla verità, portava al collo una catena con incastonato un magnifico zaffiro chiamato la “ Verità”.
Nella religione cristiana lo zaffiro ritenuto simbolo della volta celeste e del mantello blu che la Regina dei Cieli, Maria, stende con gesto materno su tutti i credenti e sui peccatori. Per questo motivo lo zaffiro divenne l’emblema della Madre di Dio.

 

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